Chi è il fundraiser? Tutto quello che c’è da sapere su questa nuova figura professionale e come qualificarsi per diventarlo.

Stando alle definizioni più ufficiali, il Fundraiser è un individuo il cui lavoro e la cui missione è quella di cercare e trovare supporto economico per un’associazione no profit, una causa o qualunque altro tipo di progetto che involva una campagna di raccolta fondi.

Si tratta quindi di un ruolo di congiunzione tra un’organizzazione no profit e i suoi donatori, potenziali o reali che siano. Fondamentale è quindi che egli operi in maniera professionale ed etica, con competenze adeguate e aggiornate.

Questo anche perché con il passare del tempo il fundraising ha acquisito fattezze molto più professionali di un tempo. Ideato all’inizio degli anni ’90, questo tipo di attività ha infatti raggiunto capacità incredibili grazie all’avvento di internet. La rete ha infatti permesso a tutte le campagne di fundraising di avere risonanza a livello globale, dunque di necessitare anche di fundraiser professionisti che avessero skill specifiche in merito alla comunicazione sociale, al marketing sociale e alla raccolta fondi per organizzazioni no profit.

Se da una parte sono quindi vertiginosamente aumentate le offerte di lavoro, dall’altra i requisiti richiesti per operare come fundraiser sono molto più alti e una formazione accademica è ormai obbligatoria per poter essere presi in considerazione.

I donatori, infatti, richiedono molta più affidabilità dalle organizzazioni no profit a cui devolvono i loro fondi economici. La pretesa di un feedback costante e cristallino rispetto all’esito delle proprie donazioni è ormai immancabile, come anche la garanzia di un managing affidabile di un progetto.

Ma come fare a diventare un fundraiser e come qualificarsi in maniera opportuna?

Come diventare un fundraiser.

Il modo migliore e più qualificante per diventare un fundraiser è seguire un master che sia dedicato alla formazione di Fundraising Manager (un altro modo per chiamare questa figura professionale).

Un esempio è il Master online in Fundraising: tecniche e metodologie proposto dall’Università Telematica Niccolò Cusano e presente anche a Perugia con il suo innovativo Learning Centre.

Si tratta di un corso pensato appositamente per chi intende diventare un professionista della raccolta fondi, operando sia a livello territoriale e nazionale, che internazionale, acquisendo competenze e conoscenze multidisciplinari, che spaziano dalla raccolta fondi a specializzazioni in ambito umanistico, giuridico ed economico.

Inoltre, erogato in modalità blended sulle piattaforme telematiche, questo master permette di conciliare studio e lavoro, presentandosi anche come un’ottima opportunità per chi già opera nel settore e voglia certificarsi, oppure aggiornare le proprie competenze professionali.

Le varie tipologie di fundraiser e gli sbocchi professionali.

Un corso di studi adeguato e ben strutturato permetterà quindi di ricoprire diversi ruoli nell’ambito di una raccolta fondi. Esistono, principalmente, quattro tipo di fundraiser:

  1. Fundraiser professionista: si tratta del Fundraising Manager, ovvero del manager della raccolta fondi. Egli pianificherà la strategia e coordinerà l’intera attività di raccolta.
  2. Professionista del fundraising: è colui che si occupa della pianificazione e spesso anche della realizzazione degli aspetti tecnici di una campagna. In altre parole, è colui che si occupa di componenti come il direct marketing, il database e attività simili.
  3. Operatore del fundraising: questo professionista si occupa espressamente della realizzazione concreta della raccolta dei fondi, all’interno delle varie attività messe a punto dalla strategia stilata dal Fundraiser professionista.
  4. Consulente di fundraising: si tratta di una figura professionale che opera come libero professionista e che svolge esternamente uno ruolo di aiuto e collaborazione con il Fundraising Manager. A lui possono essere delegate funzioni di grande responsabilità o progetti specifici all’interno di una campagna di raccolta fondi. Normalmente non svolge nessuna funzione operativa.

Attività e responsabilità di un fundraiser.

Di base, in Italia, un Fundraiser qualificato si ritroverà a svolgere le seguenti attività e a ricoprire i seguenti ruoli di responsabilità:

  1. Come leader di un progetto di raccolta fondi, egli sarà anche il primo dipendente. Dovrà quindi assistere ogni risorsa umana coinvolta del fundraising, sia a livello amministrativo che direttivo, mettendosi al servizio di tutti i suoi dipendenti e collaboratori.
  2. Creare e gestire un piano d’azione, ovvero una strategia, sulla base della mission e del budget stabilito dall’organizzazione per la quale opera.
  3. Creare e gestire archivi specifici atti alla registrazione dei dati dei donatori. Parliamo quindi della banca dati di un progetto di fundraising.
  4. Si occupa di gestire e supervisionare la comunicazione e le pubbliche relazioni di una campagna di raccolta fondi.
  5. Scegliere le risorse umane da coinvolgere in un progetto.
  6. Individuare le potenzialità di miglioramento e innovazione di un fundraising o dell’organizzazione che lo promuove.
  7. Utilizzare in maniera adeguata i vari strumenti per un fundraising di successo.
  8. Fornisce all’organizzazione no profit per la quale opera (che sia come interno o come consulente) un’analisi dei vari programmi di fundraising e dei vari competitors per facilitare la pianificazione di attività future.

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