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Problemi di concentrazione nello studio? 5 consigli per superarli

Hai riscontrato problemi di concentrazione nello studio? Si tratta di una condizione molto comune nello studente universitario e spesso crea grande disagio.

Al di là degli esiti degli esami che possono essere più o meno buoni, il vero problema è che si ha l’impressione (e anzi, accade proprio questo) di passare molto tempo piegati sui libri, perdendo tempo e spesso facendosi poi prendere dall’agitazione di un esame in arrivo. Questa sensazione, anche se “scomoda” può essere normale soprattutto i primi tempi. Durante i primi mesi di università, infatti, vivrai un periodo di “assestamento”, in cui dovrai abituarti alla nuova realtà e ai nuovi ritmi.

C’è un modo per velocizzare tutto questo e consiste nell’acquisire un metodo per essere più concentrato e diminuire ogni fonte di distrazione. Dunque, per evitare frustrazione e perdite di tempo, continua nella lettura e scopri i nostri 5 consigli per aumentare la concentrazione.

Come eliminare problemi di concentrazione nello studio

La domanda che ti poni più spesso è come eliminare i problemi di concentrazione nello studio?

Non è semplice trovare la concentrazione e la motivazione per rimanere ore sui libri, anche se la materia ti dovesse piacere. Il segreto è mettere in pratica un’abitudine vincente, una routine che ti allontana dalle distrazioni e ti consente di performare al massimo. Ecco quali sono i cinque consigli per migliorare nella concentrazione.

#1 Elimina ogni forma di distrazione

Una cosa fondamentale per eliminare i problemi di concentrazione nello studio è eliminare qualsiasi cosa che ci può distrarre.

Un ambiente attorno a noi poco ordinato, non pulito, è fonte di distrazione per la mente che cerca di concentrarsi. Se devi tenere a mente delle commissioni da fare o organizzare delle uscite con amici, finirai per non pensare più allo studio.

Anche le notifiche sul cellulare o le mail al PC, sono un continuo stimolo che distrae.

Rimedio?

  • Pulisci la tua scrivania dal superfluo, rendila un ambiente confortevole per te;
  • Scrivi tutto ciò che devi fare e quando farlo, poi mettilo fuori dalla tua portata;
  • Disattiva le notifiche al PC e metti il cellulare in modalità aereo.

#2 Evita lo studio multitasking

Cosa che accade spesso di questi tempi, è il voler fare più cose contemporaneamente e pensare che questa sia essere produttivi.

Il nostro cervello non riesce a eseguire più procedimenti complessi nello stesso momento. Quello che fa, è distogliere l’attenzione su una cosa per poi concentrarsi su un’altra. Nonostante sia ormai diventato un “mito”, il multitasking nello studio non è una buona idea, perché interrompe costantemente la tua concentrazione.

Capirai che allora questo non giova al tuo studio, perché anziché dare il 100% in modo continuativo, lo fa a singhiozzo.

Il nostro consiglio è pianificare cosa devi fare ed eseguire solo un compito per volta.

#3 Mantieni alta la motivazione e premiati

Perché stai frequentando questa facoltà? Cosa ti permetterà di essere in futuro? Riflettere sempre sui tuoi obiettivi è esattamente ciò che può fare la differenza nei momenti di crisi.

Mantenere alta la tua motivazione è un metodo efficace per aggirare i problemi di concentrazione nello studio.

In più, fai in modo di premiarti: ogni giornata produttiva merita un pasto che ti piace o un’uscita speciale con amici.

#4 Pianifica il carico di studio e usa un buon metodo

L’università non è certo come le scuole superiori: il carico di studi è nettamente maggiore e la pressione viene percepita molto di più.

Assicurati di pianificare bene la tua giornata in base a lezioni e capitoli che dovrai studiare. Attieniti al piano che hai creato come fosse una tabella di marcia. Solo così riuscirai a non procrastinare e sentirai di agire con metodo.

E a proposito di metodo: come studi? Anche il metodo di studio è importante per aiutare la tua concentrazione. Rivedi questo aspetto e costruisci un metodo su misura per te, assecondando i tuoi bisogni e il tuo stile di apprendimento. In questa guida puoi leggere alcuni consigli su come fare.

#5 Evita ore di studio ininterrotto

Studiare ininterrottamente per ore non è un metodo efficace.

Primo perché avrai notato che, facendolo, non è vero che studi di più. Stai molto tempo sui libri forse, ma non studi per più tempo. Questo perché la nostra concentrazione è vigile per 20 minuti circa e poi comincia a calare.

Per questo occorre fare delle pause frequenti. Che siano pause caffè o per fare due passi, è uguale, l’importante è staccare un po’ la spina. Dopo un po’ di minuti, ritorna a studiare e vai avanti così.

Usa la tecnica del pomodoro (puoi trovare anche delle app per telefono in merito): ti servirà proprio per aumentare la produttività e rimanere concentrato.

Su come risolvere i problemi di concentrazione abbiamo detto proprio tutto per oggi: non ti resta che sperimentare questa nuova routine.

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Come fare meditazione (e perché ti aiuta a concentrarti)

Sei alla ricerca di consigli su come fare meditazione? Se sei uno studente universitario o, semplicemente, vuoi avvicinarti ad una pratica che favorisce il rilassamento e ad aumentare la concentrazione, sei nel posto giusto.

La meditazione è un ottimo strumento se cadi spesso preda all’ennesima crisi di nervi, se ti senti appesantito dall’ansia e dallo stress o vuoi trovare un modo diverso per ritrovare benessere e concentrazione. Non è magia, ma una pratica orientale antichissima, capace di accrescere la consapevolezza e diminuire stress ed ansia, favorendo un approccio più sereno e calmo verso se stessi e la vita.

Come si medita? Esistono vari modi per praticarla e numerose “scuole”. L’importante è che tu sappia che i benefici e i risultati sono gli stessi, non importa quale tipo tu scelga nel tempo. Attraverso questa guida potrai avere un primo approccio con la meditazione per principianti. Cominciamo!

Meditazione per principianti: ecco come iniziare a meditare

Se sei qui perché cerchi un modo per cominciare con la meditazione per principianti, sei nel posto giusto. Vedremo come meditare, aumentare la concentrazione, rilassamento, i benefici della meditazione come iniziare. Alla fine di questa guida, saprai come fare meditazione e non resterà altro che tanta pratica. Ecco i primi passi da muovere.

Perché meditare?

Ci credi che sono stati trovati oltre 70 reali benefici della meditazione, provati scientificamente? Eccone alcuni:

  • Rimedio naturale contro ansia, stress e depressione
  • Aumenta la concentrazione e migliora la memoria
  • Favorisce il rilassamento e aumenta produttività e creatività
  • Riduce del dolore fisico
  • Abbassa la pressione (abbinando meditazione a dieta adeguata ed esercizio fisico)
  • Aiuta a gestire la sindrome ADHD (deficit attenzione e iperattività)

In base a queste motivazioni, è facile capire perché questa pratica ti aiuti a stare meglio fisicamente e psicologicamente e, di conseguenza, migliori nettamente la tua abilità di concentrazione. Concentrandoti meglio, potrai studiare di più e soprattutto con una maggiore qualità.

Come iniziare? Il primo passo

La meditazione devi vederla come una specie di rituale. Non ha nulla a che fare con la religione o l’esoterismo, ma è un rituale per la mente. Una riconciliazione con la propria mente, che spesso non è libera di rimanere in pausa, nemmeno in sonno.

Dunque, per la meditazione, come iniziare? Si parte dalla posizione seduta chiamata Vairocanain. Questo perché favorisce la stabilità mentale e fisica.

Per prima cosa, cerca un posto che ti infonda pace e armonia. Se sei in un luogo distraente, sarà più complicato. Poi, mettiti in questa posizione:

  • gambe incrociate nella posizione del loto;
  • mano destra sulla mano sinistra, vicino l’ombelico, palmi rivolti verso l’alto, punte dei pollici leggermente che si toccano;
  • schiena dritta ma rilassata;
  • bocca rilassata, lingua appoggiata al retro dell’arcata dentale superiore;
  • testa leggermente inclinata in avanti, mento vicino al collo;
  • occhi semiaperti rivolti verso il basso;
  • spalle dritte, aperte e rilassate

Cerca dei video su musica per la meditazione. Se ti distrae, seleziona solo quelli che riproducono un suono (in genere una campana tibetana) a inizio e fine sessione, così potrai scandire il tempo.

Come si medita?

Come si medita è forse la domanda più complessa a cui rispondere. Come ti abbiamo detto, esistono vari modi su come meditare. Ti starai immaginando la tipica posizione seduta come i monaci buddhisti, e questa è quella più famosa e adatta per inesperti. In realtà esistono numerose pratiche.

Meditazione significa riflessione. Lo scopo è aver maggior padronanza della propria mente, focalizzare l’attenzione su se stessi, cercando di percepire sensazioni, emozioni, pensieri. Per fare questo, ogni occasione può andare bene.

I più esperti meditano mentre camminano, cucinano, fanno giardinaggio. L’importante è che il movimento fisico non interferisca con l’attività mentale. Se devi cucinare ma pensi costantemente a come procedere con la ricetta, ovviamente non funzionerà.

Per i principianti è dunque consigliata la classica posizione seduta, che ti abbiamo illustrato nel paragrafo precedente.

Quando ti sei sistemato/a, comincia a trarre respiri profondi ed esalare poi tutta l’aria. La respirazione deve essere lenta, costante, omogenea. Non respirare con la parte superiore del corpo, usa la pancia.

Pensa al tuo corpo fisico, a ciò che senti.

Quando sopraggiunge un pensiero, una distrazione, non annientarla. Accettala, contemplala, analizzala e poi allontanala, consapevole che in questo momento non è necessaria.

Concentrati sulla respirazione. Allontana, come se avessi una piuma in mano, tutto ciò che arriva per interferire.

Visualizza il tuo corpo e il tuo spirito nello spazio. Senti il peso del tuo corpo, il movimento di pancia e petto, che si muovono a ritmo come onde del mare. Un mare calmo e pacifico.

Cerca di non pensare a nulla di preciso, non immaginare, ma ascolta il tuo corpo e come la tua mente reagisce a questo stato di quiete.

Non esiste un unico modo su come fare meditazione, cerca solo di focalizzarti su poche cose che riguardano il “qui e ora”.

Quante volte e quando meditare

La meditazione richiede tempo e costanza per apportare a buoni risultati. Non è importante quanto tempo si medita, ma la qualità della meditazione. Pochi minuti di corretta pratica, sono più efficaci di ore piene di distrazioni. Per ottenere risultati e benefici, occorre meditare ogni giorno. Ritagliati uno spazio tuo e del tempo. Non esiste un orario preciso più adatto, ma devi sceglierlo in base a quando senti di essere nella calma e in rilassamento. Giorno dopo giorno, acquisirai maggior consapevolezza e padronanza su come meditare.

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6 lavori perfetti per laureati in scienze politiche

Ci siamo: stai valutando le facoltà universitarie più adatte per te e giustamente stai perlustrando anche il mercato del lavoro. Così ti chiedi quali siano i lavori per laureati scienze politiche.

Gli sbocchi lavorativi di scienze politiche sono parecchi e alcuni, forse non li indovineresti nemmeno. Dunque, se sei tentennante e non sai se sia facile o meno trovare lavoro dopo scienze politiche, ti avvisiamo che hai un’ampia scelta, proprio grazie alla grande cultura in diversi ambiti che questa facoltà offre nel suo percorso di studi.

Uno degli aspetti davvero competitivi di scienze politiche è proprio la sua interdisciplinarità: iscrivendoti a questo percorso di studi, avrai a che fare con tante discipline diverse, dall’economia alla giurisprudenza, dalla statistica alle lingue straniere.

Ci sono davvero molte professioni che potresti intraprendere dopo aver completato gli studi. Per aiutarti nella ricerca dell’indirizzo di studi che più è in linea con il futuro lavorativo che ti immagini, ti illustreremo i 6 lavori per laureati in scienze politiche (prendi nota: lavori davvero interessanti). Iniziamo subito.

Cosa puoi fare dopo la laurea in scienze politiche

“Scienze politiche è inutile per trovare lavoro?”: se, almeno una volta ti sei fatto questa domanda, vogliamo dare una risposta una volta per tutte. Come avrai modo di osservare tu stesso, scienze politiche offre davvero molti sbocchi lavorativi. Questi sono perfetti se ti ritieni una persona eclettica, diplomatica e con spirito di leadership.

Dunque, vediamo i nostri 6 lavori per laureati scienze politiche che potresti prendere in considerazione dopo la laurea.

Carriera diplomatica

Cosa fare dopo Scienze Politiche se non lanciarsi in una entusiasmante carriera diplomatica? Soprattutto se l’idea di lavorare all’estero ed entrare a contatto con persone e autorità di altri Paesi, diventare ambasciatore/ambasciatrice potrebbe essere un’ottima professione stimolante.

Per diventare ambasciatori, non è necessaria solo la laurea, però. Inoltre, prima di arrivare a quella professione, occorre prima svolgere svariati anni svolgendo altre professioni. Occorre prima di tutto superare un concorso statale e parlare bene almeno tre lingue. In ogni caso, non si è obbligati ad arrivare alla carica più alta, poiché esistono anche altre carriere in ambito diplomatico, come l’impiegato e operatore presso le organizzazioni internazionali.

Come ti avevamo detto, diventare ambasciatore non è immediato ma occorre investire in altre cariche prima.

In genere, la carriera diplomatica si svolge per la maggior parte all’estero, affrontando questi step:

  • Segretario di legazione: primo ruolo che si ricopre dopo il concorso pubblico. Dopo 10 anni e 6 mesi in questo ruolo, si può accedere a quello successivo;
  • Consigliere di legazione: da ricoprire per almeno 4 anni;
  • Consigliere di ambasciata: da ricoprire per almeno 4 anni prima di ricevere la promozione al ruolo successivo;
  • Ministro plenipotenziario: ultimo ruolo da ricoprire (almeno 6 anni) prima di poter diventare Ambasciatore;
  • Ambasciatore: Rappresenta l’Italia in un Paese straniero o all’interno del Ministero. Potrai ricoprire questa carica dopo oltre 20 anni di servizio nelle precedenti cariche.

Politico

Si può intendere la figura del politico come la carriera politica nel vero senso della parola e quindi anche di parlamentare europeo, ma esistono anche altre figure:

  • Politologo: studia partiti, movimenti e organizzazioni politiche, interpretandone linee di condotta e sviluppi
  • Esperto delle politiche pubbliche: monitora e stima le politiche pubbliche e promuove lo sviluppo del territorio, ma anche organizzazione o partecipazione a eventi
  • Analista delle politiche pubbliche: esamina le politiche pubbliche comprendendo eventuali pro e contro, inoltre, individua le loro linee di sviluppo.

Giornalista

Hai il pallino dello scrivere e ti piace informare le persone? Il giornalista potrebbe essere uno degli sbocchi lavorativi di scienze politiche più entusiasmanti. Avrai la grande responsabilità di raccogliere le notizie più interessanti e proporle al tuo pubblico. Grazie al corso di studi, darai uno sguardo sulla situazione nazionale e internazionale, in ambito giuridico, linguistico, sociale, culturale, economico.

Se vuoi lavorare come giornalista professionista, dopo la laurea dovrai iscriverti all’Albo seguendo un iter ben definito e stabilito dall’Ordine dei Giornalisti. Potrai scrivere su carta stampa, ma anche per il web, o come inviato all’estero o nel giornalismo televisivo.

Social Media Manager

Collegata talvolta alla professione del giornalista online, è il social media manager. Questa figura professionale possiamo dire sia il responsabile della comunicazione di un’azienda con il suo pubblico. Fai un giro dei social delle aziende che più di piacciono: che siano di fashion, motori, no-profit.

Dietro ai loro profili social, c’è una persona addetta alla loro gestione e manutenzione.

Il social media manager dunque, scrive e crea contenuti per i vari social, creando strategie per raggiungere utenti e pertanto, nuovi clienti. Si tratta, senza dubbio, di una delle “nuove professioni” più amate in assoluto, che può declinarsi in diverse accezioni e sfumature. Con una laurea in scienze politiche, sarebbe più semplice per te occuparti della comunicazione social di progetti che hanno a che fare con il tuo percorso di studi: ad esempio, potresti operare con Enti, associazioni e istituzioni.

Funzionario o dirigente

Tra i lavori per laureati scienze politiche troviamo posizioni negli enti pubblici e privati, e nella formazione a loro volta dei dirigenti. L’attività principale si può riassumere in amministrazione e organizzazione. Il corso di studi di Scienze Politiche infatti, si concentra nell’insegnare la gestione di attività amministrative e di consulenza alle imprese internazionali (ambito commerciale).

HR Specialist

Infine, concludiamo la nostra selezione con una delle professioni più amate in assoluto: l’HR Specialist. Si tratta di una figura aziendale inserita nel settore delle risorse umane. Questo settore è il dipartimento che si occupa dell’organizzazione del capitale umano di un’impresa.

Nello specifico, valuta le competenze dei singoli e individua le persone, definite appunto risorse, migliori per portare a termine un determinato progetto. Con il tuo background, avrai solide basi in economia, sociologia e giurisprudenza, che ti permetteranno di approcciare con sicurezza anche a questo settore.

Insomma, gli sbocchi lavorativi scienze politiche di certo non mancano, e come vedi sono tutti molto interessanti. Permettono di viaggiare all’estero, venire a contatto con moltissime persone interessanti che possono accrescerti sia dal punto di vista professionale che personale.

Iscriversi a scienze politiche

Scienze politiche è la tua passione? Iscriviti ai corsi di laurea Unicusano: il nostro Ateneo propone corsi di laurea triennali, magistrali e Master di I e II livello per diventare un professionista in questo settore. Oltre all’eccellenza dei nostri docenti, il nostro Ateneo si distingue per l’innovativa metodologia didattica adottata: la metodologia telematica.

Grazie a questo approccio, potrai seguire le lezioni da Perugia e dintorni comodamente online, accedendo ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Gli unici momenti in presenza saranno gli esami e la discussione della tesi di laurea. Accedendo al portale telematico, potrai vedere le lezioni in streaming, scaricare il materiale didattico e interagire con docenti e colleghi di corso.

Per iscriverti alla facoltà di scienze politiche a Perugia, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Perché le competenze t shaped sono il futuro (e come acquisirle)

Nella vita ti diranno di specializzarti in un determinato campo o di avere un’infarinatura generale. E se servissero entrambe le cose? Questo è quello che viene chiamato modello a T, che racchiude una serie di abilità, chiamate appunto competenze t-shaped. Se ne hai sentito parlare da un recruiter, o lo hai letto da qualche parte ma hai bisogno di chiarezza, ce ne occuperemo noi in questo articolo.

Sì, perché nel mercato di lavoro odierno, possedere le t-shaped skills è importante e ti aiuteranno non solo a trovare lavoro, ma anche a mantenerlo. Moltissime imprese oggi, cercano sempre più persone che non solo sono specializzate nel proprio settore, ma che abbiano anche conoscenze in altri ambiti e che sappiano sfruttarle. Vediamo dunque di cosa si tratta esattamente

Come acquisire una formazione trasversale

Una formazione trasversale, cioè l’insieme delle competenze t-shaped e la specializzazione in un campo, si può acquisire nel tempo e con una propensione mentale. Per questo ti spiegheremo per prima cosa cos’è il modello t-shaped, i benefici che puoi trarre da una formazione trasversale e infine, come puoi diventare un t-shaped a tutti gli effetti.

Modello t-shaped: una definizione

Cosa si intente per modello t-shaped? Per prima cosa, come avrai intuito, si riferisce al lavoratore in genere. Il T-Shaped è il professionista che possiede una specializzazione in un unico campo, ma ha anche a disposizione una serie di altre conoscenze e competenze, (soft-skills e hard skills) che gli permettono di affrontare il suo lavoro in maniera più ampia, con una visione più allargata e, nel complesso, lavora in modo migliore per se stesso, i colleghi e il manager.

Questo concetto della T, (t-shaped significa a forma di T) è una metafora che descrive a pieno il significato. La linea verticale rappresenta la specializzazione in un campo specifico, e quella orizzontale è la conoscenza e altre capacità che riguardano altri settori ma che si possono applicare al proprio, di lavoro.

Perché le aziende vogliono persone formate con modello a T

Esiste solo il modello a T? Esistono altre figure, come i generalisti, gli specialisti, e quelli specializzati in più settori pur avendo notevoli competenze trasversali. Prima di avere più specializzazioni però, si passa tutti per il modello T-shaped.

Ecco le soft-skills tra le competenze t-shaped che i recruiter e le aziende cercano nei candidati:

  • Lavorare in team
  • Problem solving
  • Curiosità
  • Doti comunicative
  • Leadership
  • Parlare in pubblico
  • Gestione dello stress

Tutto qui? Certo che no: ce ne sono tante altre, in più dovrai lavorare sulle tue hard-skills, ovvero quelle competenze mirate di altri settori. Le hard skills possono essere la conoscenza di lingue straniere, di programmi informatici conoscenze digitali e di marketing. Sono dunque quelle che chiameremo “tecniche”.

Ecco un esempio di lavoratore a modello T-shaped: un chirurgo del reparto cardiologico. La sua specializzazione è la cardiochirurgia, ma ha competenze mediche basilari di un po’ tutte le branche mediche. Anche un avvocato penalista, per esempio: specializzato in diritto penale, ma ha un’infarinatura di diritto bancario, diritto civile, diritto privato, diritto del lavoro.

I benefici della formazione a T

Se le T-shaped skills sono così importanti, quali sono i benefici che si possono trarre dal possederle?

  • Si possiedono migliori capacità di collaborazione in squadra
  • Si ha una mentalità più flessibile, perché aperta verso tanti interessi
  • Abilità nel destreggiarsi fra le varie competenze e saperle usare quando richieste
  • Crescita del pensiero laterale
  • Capacità di problem solving e proattività
  • Migliori abilità comunicative, importante l’assertività
  • Migliori capacità di leadership
  • Maggior produttività
  • Abilità nella concentrazione e migliori performance negli esercizi di memoria

Se mostrerai queste skills e come le utilizzi, il gioco è fatto.

Come acquisire una formazione a T: 3 consigli

Un lavoratore con competenze T-shaped è agile e intraprendente: sa utilizzare le competenze e conoscenze giuste quando ce n’è bisogno, ma soprattutto, si mette sempre in discussione per apprendere il massimo. Aspirare a diventare un lavoratore o t-shaped manager significa avere voglia di essere in costante aggiornamento e apprendimento. Solo in questo modo potrai creare la tua formazione trasversale. Comincia prima di tutto con il chiederti dove vuoi specializzarti. Una volta individuato, migliorati sulle competenze t-shaped. Puoi informarti sulle hard skills che in genere vengono richieste per tale posizione lavorativa. Infine, migliora e apprendi nuove soft skills. Quest’ultime ti aiuteranno non solo a portare a termine il tuo lavoro ma anche a lavorare bene con gli altri.

Se non sai da dove cominciare per approcciare alla tua formazione, cco 3 consigli che possono esserti utili:

  1.  Identifica le tue Soft Skills e allenale. Se ne hai la possibilità, cerca progetti, stage, qualsiasi cosa ti possa essere utile a diventare un buon leader, un ottimo team worker e un grande problem solver
  2. Scegli delle Hard Skills precise e mantieniti in costante aggiornamento sulle evoluzioni di queste
  3. Specializzati. Ovviamente, devi essere un/a specialista di un determinato settore. Individua la tua passione, trova il campo in cui vorresti lavorare e inizia a studiare un determinato corso di studi.

La specializzazione oltre il percorso di laurea: i Master Unicusano

Acquisire competenze trasversali è utile in ogni ambito. Ma come fare, a partire dal tuo percorso di studi, ad avere una formazione più solida in un campo, pur non trascurando le conoscenze “orizzontali”? Una buona strategia è quella di dedicarti ad un Master, che può solidificare le tue conoscenze verticali in un determinato argomento e valorizzare le competenze orizzontali che hai già acquisito nel tuo percorso di studi triennale e magistrale.

I Master dell’Università Niccolò Cusano sono pensati proprio per farti acquisire competenze specifiche negli argomenti più disparati. In base al tuo background e alle tue aspirazioni, potrai scegliere un Master di I e II livello in una delle aree tematiche attive nel nostro Ateneo:

  • Area Economico Giuridica
  • Area Formazione e Mondo Scuola
  • Area Forze Armate
  • Area Politologica
  • Area Psicologica
  • Area Medico Sanitaria
  • Area Ingegneristica

Il punto di forza della formazione Unicusano, oltre alla varietà e alla qualità dell’insegnamento, fa riferimento all’innovativa metodologia didattica adottata: la metodologia telematica. Grazie a questo approccio, potrai studiare anche a distanza, semplicemente accedendo ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Tutto ciò di cui avrai bisogno sarà una connessione Internet e un device: da qui potrai connetterti per guardare le videolezioni in streaming, scaricare il materiale didattico di supporto e interagire con docenti e colleghi di corso.

Per saperne di più e scegliere il Master migliore per te, compila il form e verrai ricontattato dal nostro staff.

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Come addormentarsi velocemente: i consigli per riuscirci

Imparare ad addormentarsi velocemente può sembrare, per molti, un’impresa quasi impossibile. Dopo lunghi pomeriggi di studio, un sonno ristoratore è quello che ci vuole per recuperare le forze; tuttavia, un riposo di qualità non è sempre così accessibile.

La maggior parte delle persone che non riesce a prendere sonno opta spesso per attività come leggere un libro o guardare un programma televisivo particolarmente noioso, nella speranza di sentire il bisogno di riposare. In realtà queste abitudini non favoriscono un rapido addormentamento ma, al contrario, possono creare ansia e stress impedendo di fatto di dormire bene.

Ci sono strategie mirate che possono farti prendere sonno in maniera rapida e senza alcuno sforzo. In questa guida dell’Università Niccolò Cusano faremo chiarezza sulle migliori tecniche da mettere in campo per dormire meglio e aumentare benessere e produttività.

7 modi per prendere sonno più facilmente

Anche se viene troppo spesso sottovalutato, uno dei più grandi indicatori della qualità della nostra vita è proprio la qualità del sonno. Un sonno di qualità ti permette di restaurare la mente, essere maggiormente concentrato e produttivo e allontanare ansia e stress. Per questo, vale la pena investire un po’ del tuo tempo sulla qualità del tuo riposo. Ecco le sette cose da cui iniziare.

Attenzione alla temperatura

Uno dei fattori che maggiormente influiscono sulla capacità di prender sonno è la temperatura. In linea generale, sembrerebbe che le basse temperature riescano a infondere un senso di naturale sonnolenza. I ricercatori hanno scoperto che temperature più fredde sembrano davvero aiutarci ad addormentarci più velocemente.

Ma perché accade tutto questo? Mentre i nostri ritmi circadiani si avvicinano alla fase del sonno, la nostra temperatura corporea diminuisce naturalmente e rimane più bassa fino a un paio d’ore prima del risveglio naturale. Uno studio australiano ha scoperto che gli insonni tendono ad avere temperature corporee generalmente più elevate.

La cosa da fare è abituare il corpo ad un abbassamento di temperatura, magari optando per un bagno caldo rilassante un’ora prima di andare a dormire.

Stop alle distrazioni

Per addormentarsi più facilmente è importante allontanare ogni distrazione. Ma cosa intendiamo esattamente? Facciamo riferimento a tutte quelle cose che possono, in una certa misura, creare un’interferenza per il nostro cervello che, riattivandosi, impedisce al sonno di avere la meglio.

Secondo alcune ricerche, la luce blu di schermi come, ad esempio, quello dello smartphone che teniamo accanto al letto rappresenterebbe una fonte di distrazione e un inconscio stimolo a non rallentare l’attività cerebrale, impedendo di fatto un totale rilassamento.

Ecco perché è utile allontanare luci e dispositivi dal luogo in cui dormi: via ai computer, schermi di ogni tipo, tablet, smartphone. Utilissimo iniziare ad abbassare le luci almeno 30 minuti prima di andare a dormire per abituare il cervello e il resto del corpo allo stato di riposo.

Investi su un materasso di qualità

Non c’è dubbio: per avere un buon riposo il materasso deve essere confortevole. Non esiste una regola fissa nella scelta del giusto materasso. Persone diverse, a seconda della posizione assunta durante il sonno, del livello di attività fisica giornaliera, della meccanica del corpo, dell’età e di altri fattori, dormiranno meglio su materassi più o meno rigidi.

Proprio in virtù di questa variabilità, dovrai scegliere il materasso che maggiormente si adatta al tuo stile di vita e alle tue necessità. Anche il cuscino deve essere altrettanto comodo e scelto su misura, se vuoi addormentarti velocemente.

Controlla la respirazione

Il modo in cui respiriamo ha un impatto sul nostro corpo. Attraverso il respiro possiamo mediare la frequenza cardiaca, la tensione muscolare, la motivazione e altri aspetti del rilassamento o dell’eccitazione. Mentre i respiri rapidi possono creare un senso di ansia, i respiri profondi e lenti possono essere calmanti.

A tal proposito, se vuoi imparare una tecnica respiratoria rilassante, prova con il metodo 4-7-8 sviluppato dal Dr. Andrew Weil. Ecco i passaggi da seguire per mettere in atto il metodo:

  • Metti la punta della lingua dietro i denti superiori durante l’esercizio di inspirazione ed espirazione
  • Espira completamente con la bocca, emettendo un suono “sibilante”
  • Chiudi la bocca e inspira attraverso il naso contando fino a 4
  • Trattieni il respiro contando fino a 7
  • Espira lentamente dalla bocca contando fino a 8

Mettere in pratica questo esercizio sdraiato a letto, poco prima di addormentarti, favorisce il rilassamento e, di conseguenza, potrai prendere sonno più velocemente.

Scegli il letto giusto

Se da un lato le luci e l’utilizzo di dispositivi tecnologici possono agire negativamente sul tuo sonno, l’innovazione tecnologica può anche offrirti qualche beneficio. Ad esempio, letti tecnologici possono aiutare a migliorare il comfort e a farti addormentare più facilmente. Avere un letto regolabile è utile per modificare l’angolazione della parte superiore e di quella inferiore del corpo, per prevenire lombalgia o cervicalgia che derivano da un carico eccessivo ai danni della schiena.

Limita la caffeina

La caffeina è un potente eccitante. Se da una parte assumere bevande ricche di caffeina può aiutare ad essere più energici e concentrati durante la giornata, consumare caffè prima di andare a dormire rischia di compromettere il tuo riposo. Se vuoi assicurarti un sonno ristoratore, è bene evitare il consumo di caffeina per almeno 4-5 ore prima di andare a letto. L’ideale sarebbe limitarsi a bere caffè nella prima parte della giornata, evitandolo il pomeriggio.

Cura l’alimentazione

Anche l’alimentazione ha un forte legame con il tuo riposo. Questo perché mangiare cibi troppo pesanti e grassi, soprattutto la sera, può rendere il tuo sonno difficile (e farti rischiare un’indigestione). Allo stesso modo, anche l’assunzione di alcool può agire negativamente sul tuo riposo. Sarebbe preferibile fare un pasto più leggero la sera.

Abbiamo visto tutti i migliori consigli per dormire meglio e prendere sonno velocemente: non ti resta che metterli in pratica e godere dei benefici.

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Le 9 invenzioni del 21 secolo che hanno cambiato il mondo

Il 21 secolo è stato denso di nuove invenzioni: l’innovazione tecnologica ha dato una fortissima spinta creativa contribuendo alla nascita di scoperte che hanno cambiato il nostro modo di vivere. Dalle invenzioni in campo medico a quelle nel campo della comunicazione, sono moltissime le innovazioni che hanno migliorato la nostra quotidianità, le nostre relazioni e il nostro lavoro.

Elementi che, per noi, sono oggi la quotidianità come social media, app e intelligenza artificiale sarebbero stati impensabili solamente trent’anni fa; oggi esperti e scienziati di tutto il mondo hanno rivoluzionato i nostri consumi e le nostre abitudini. In questo articolo, vogliamo farti scoprire le 9 invenzioni del 21° secolo che hanno cambiato il mondo. Iniziamo subito.

Le invenzioni più importanti del nuovo millennio

Che tu sia uno studente di ingegneria meccanica a Perugia, di scienze politiche o economia, le nuove scoperte del 21 secolo sono uno degli argomenti più interessanti da conoscere. Vediamo tutto quello che dovresti sapere al riguardo.

Realtà aumentata

Tra le 9 invenzioni del 21 secolo che hanno cambiato il mondo, non possiamo non citare la realtà aumentata, una tecnologia che “aggiunge” qualcosa alla realtà.

Nonostante venga, ancora oggi, vista come un’innovazione del futuro, la realtà aumentata esiste da anni e ha trovato grande applicazione nel campo dell’entertainment. Qualche esempio?

Le app per smartphone come il gioco Pokémon Go e i filtri Snapchat sono solo due giochi popolari che mettono al centro del loro funzionamento la realtà aumentata. Attualmente tecnologia viene adottata in ambiti molto diversi tra di loro, come quello della cinematografia, della sanità, della moda e dell’istruzione.

Stampa 3D

Molte invenzioni scaturite dalla mente umana nel corso dei secoli sono lo sviluppo di idee già esistenti e la stampa 3D non fa eccezione. Infatti possiamo considerare come “antenata” della stampa 3D la produzione di mappe topografiche alla fine del XIX secolo; la tecnologia come la conosciamo oggi ha conosciuto una vera evoluzione nel 1980. La convergenza di metodi di produzione più economici e software open source, tuttavia, ha portato ad una vera e propria spinta propulsiva della stampa 3D negli ultimi anni. Oggi, tale tecnologia viene utilizzata nella produzione di moltissimi oggetti, dalle componenti per le auto a basso costo ai ponti fino ad arrivare alla produzione di protesi artificiali.

Endoscopia a capsula

I progressi nel campo della progettazione ottica negli anni ’90 hanno portato alla nascita dell’endoscopia a capsula, impiegata per la prima volta nel 2001. Questa tecnologia si serve di una minuscola telecamera wireless delle dimensioni di una pillola vitaminica che, una volta ingerita, permette un’osservazione interna completa.

Mentre la capsula attraversa il tratto digerente, i medici possono esaminare il sistema gastrointestinale in modo molto meno invasivo per il paziente. L’endoscopia a capsula può essere utilizzata per identificare la fonte di sanguinamenti interni, infiammazioni,  ulcere intestinali e neoplasie.

Cuore artificiale

I cuori artificiali sono una delle invenzioni più importanti e innovative nel campo medico. Stiamo parlando di dispositivi meccanici collegati al cuore organico o impiantati nel torace del paziente per sostituire un organo non più in grado di svolgere la sua funzione. Attualmente diverse aziende che operano nel campo del biomedicale hanno sviluppato prototipi di cuori robotici composti plastica e titanio, spesso alimentati a batterie. Il primo cuore artificiale è stato ricevuto dal signor Robert Tools, un bibliotecario con insufficienza cardiaca congestizia, il 2 luglio 2001.

Lettore Ebook

Per gli amanti della lettura, gli ebook reader sono stati una vera rivoluzione. Chi avrebbe mai detto che sarebbe stato possibile leggere centinaia di libri grazie ad un solo piccolo dispositivo?

I primissimi e-book reader sul mercato utilizzavano un display elettroforetico microincapsulato, comunemente indicato come e-ink. La tecnologia e-ink, che imita l’inchiostro su carta era in realtà in circolazione dagli anni ’70.

La popolarità degli e-reader è diminuita con la crescita esponenziale di smartphone e tablet, ma continuano ad attrarre i lettori di tutto il mondo.

Retina artificiale

Le protesi retiniche hanno rappresentato un vero punto di svolta per coloro che soffrono di retinite pigmentosa, una condizione degenerativa ereditaria che può portare alla cecità.

Il funzionamento di questi dispositivi replica l’attivazione dei fotorecettori, che producono un segnale elettrico che attraverso il nervo ottico raggiunge il cervello. Quando i fotorecettori sono debilitati da malattia come la retinite pigmentosa l’impianto di questo microchip può in parte rimpiazzare la loro funzione.

Blockchain

Si sente spesso parlare di blockchain, ma c’è ancora poca chiarezza sull’argomento. La blockchain è un modo innovativo per registrare le transazioni tra le parti, una sorta di “libro mastro digitale” condiviso e accessibile per tutti i membri di una rete peer-to-peer in cui la blockchain è registrata e archiviata.

La tecnologia è stata implementata per la prima volta nel 2008 per Bitcoin, la prima criptovaluta decentralizzata, ma da allora è stata adottata dal settore finanziario e da altri settori per diversi utilizzi, inclusi trasferimenti di denaro, monitoraggio della catena di approvvigionamento e sicurezza alimentare.

Auto ibride

L’auto ibrida è stata una delle invenzioni più interessanti del 21 secolo. Le auto ibride hanno un motore elettrico accanto a quello tradizionale propulsore, che può essere alimentato a benzina o a gasolio. In questo modo è possibile tagliare l’utilizzo del carburante e ridurre le emissioni di CO2 nell’aria, con evidenti benefici ambientali.

In generale, il mondo dell’automotive è in continua evoluzione e le nuove invenzioni stanno toccando anche le modalità di alimentazione.

Social Media

I social media hanno cambiato radicalmente il modo di comunicare. In particolare, uno dei social nati nel 21 secolo è Facebook. Facebook è, ancora oggi, uno dei social media più importanti ed utilizzati in assoluto. Grazie a questo strumento, amici d’infanzia di tutto il mondo hanno potuto rincontrarsi, appassionati hanno potuto riunirsi in gruppi e aziende hanno potuto comunicare più direttamente con i clienti. Non solo Facebook però: molto popolari anche Instagram e TikTok, soprattutto tra i più giovani. Per il lavoro, il social di riferimento è LinkedIn.

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Come usare il profilo LinkedIn per trovare lavoro?

LinkedIn è una delle migliori risorse a tua disposizione per trovare lavoro. Se stai iniziando la tua ricerca di un’occupazione, probabilmente ti starai chiedendo se valga la pena creare un profilo LinkedIn e dedicarti allo sviluppo di uno spazio su questa piattaforma per aumentare le opportunità di contatto con potenziali recruiter.

Ma iniziamo dal principio: LinkedIn è il primo social media professionale, che racchiude più di 12 milioni di utenti in Italia. L’obiettivo di questa piattaforma è facilitare gli scambi professionali, dandoti la possibilità di allargare la tua cerchia di conoscenze, interagire con altri specialisti e mostrare le tue competenze.

La differenza tra un “semplice” CV e un profilo LinkedIn è notevole: nel primo caso, avrai un documento da mostrare ad un potenziale datore di lavoro; nel secondo avrai uno strumento da utilizzare per attrarre a te persone interessate alle tue capacità. LinkedIn offre notevoli funzionalità interessanti, dalla possibilità di condividere contenuti a quella di avere, a portata di smartphone, le offerte di lavoro più in linea con le tue ambizioni.

In questa guida ti spiegheremo come usare il profilo LinkedIn per trovare lavoro, dalla creazione del profilo stesso fino alle best practice per ottenere risultati concreti da questa piattaforma. Iniziamo subito.

LinkedIn per il lavoro: la guida completa

LinkedIn serve per trovare lavoro? Questa è una delle domande più frequenti tra chi è alla ricerca di un nuovo ruolo in azienda e non sa ancora se un social media può essere davvero un’opportunità da cogliere. Facciamo chiarezza spiegandoti in che modo utilizzare il tuo profilo con efficacia.

Come creare un profilo LinkedIn?

La prima cosa da fare per utilizzare LinkedIn è creare il tuo profilo, iscrivendoti alla piattaforma. Per iscriverti alla piattaforma gratuitamente ti basteranno un indirizzo email e una password. Una procedura semplice e guidata ti spiegherà come procedere. Se hai già un profilo LinkedIn, ti basterà invece effettuare un login con il tuo indirizzo mail e la tua password.

Come rendere accattivante il tuo profilo

Abbiamo detto che ciò che caratterizza LinkedIn è la possibilità di inserire informazioni diverse da un semplice CV. All’interno del tuo profilo, infatti, puoi inserire molte informazioni sulle tue esperienze lavorative, sul tuo percorso di studi, sulle tue ambizioni e i tuoi interessi. Ecco gli aspetti fondamentali da curare sul tuo profilo:

  • Il tuo nome e cognome. Ti consigliamo di utilizzare il tuo nome e cognome reali, senza soprannomi
  • Posizione lavorativa attuale: è la prima cosa che, dopo il nome, viene mostrata su di te anche nelle interazioni pubbliche. Inserisci in questo spazio la tua posizione lavorativa attuale e, se vuoi, inserisci una breve frase che caratterizza la tua professione
  • Sommario: questo spazio è importantissimo, perché riassume in poche parole chi sei e cosa fai. Usa questo spazio per raccontare qualcosa in più su di te, sulla tua attività professionale e su cosa ti differenzia dagli altri professionisti. Condividi qualcosa sul tuo approccio professionale, sul tuo metodo di lavoro, sui tuoi interessi e sulle tue skills. Utilizza questo spazio per inserire in modo sintetico le informazioni più importanti che ti caratterizzano, senza ripetere ciò che sarà visibile in altri punti del tuo profilo LinkedIn
  • Formazione: in questa parte dovrai inserire le tue esperienze formative come diploma superiore, laurea, Master e corsi di specializzazione
  • Esperienze professionali: in questa parte dovrai inserire tutte le attività professionali rilevanti svolte. Potrai associare ad ogni attività professionale una descrizione. Il consiglio è quello di esaltare ciò che ogni esperienza professionale ti ha insegnato
  • Competenze: qui potrai inserire tutte le tue skills più importanti, da quelle “hard” (relative alla tua professione) a quelle “soft”  (trasversali e indipendenti dalla tua professionalità specifica)

Altri spazi importanti da compilare riguardano licenze e pubblicazioni, esami sostenuti, certificazioni ed esperienze di volontariato. Non dimenticare di inserire una foto profilo e un’immagine di copertina: per la foto, il consiglio è di sceglierne una adatta al contesto, avendo cura di evitare scatti troppo “vacanzieri”.

5 consigli per trovare lavoro con LinkedIn

Ora che abbiamo visto quali elementi devono essere presenti in un buon profilo, ecco i cinque consigli per trovare lavoro sfruttando la piattaforma.

Condividi le tue conoscenze

Una delle funzionalità più interessanti offerte da LinkedIn è la possibilità di creare contenuti interessanti da condividere con la tua rete. Puoi mettere in evidenza le tue conoscenze e attirare l’attenzione di recruiter e potenziali datori di lavoro scrivendo i tuoi pensieri, condividendo le tue conoscenze e mostrando ciò che sai fare meglio.

LinkedIn mette a disposizione anche la piattaforma Pulse, che ti permette di scrivere articoli da condividere con il tuo network. In alternativa puoi pubblicare post testuali, immagini, documenti pdf e video.

Accedi alla sezione Lavoro

LinkedIn ha una sezione Lavoro in cui sono presenti tutte le offerte di lavoro pubblicate dalle aziende. Ti consigliamo di utilizzare i filtri per avere a disposizione solamente gli annunci in linea con la tua ricerca.

In ogni annuncio saranno mostrate le modalità di candidatura e, in taluni casi, è possibile anche candidarti per il lavoro utilizzando il tuo stesso profilo LinkedIn al posto del CV. Proprio per questo ti consigliamo di compilarlo con attenzione in ogni sua parte, inserendo qualunque elemento ti valorizzi.

Chiedi una referenza

Avere referenze positive da parte di ex datori di lavoro e colleghi aumenta la tua reputazione online e spinge le persone a fidarsi di più di te e delle tue capacità. LinkedIn offre la possibilità di richiedere una segnalazione a chiunque desideri, mostrando a tutti coloro che atterrano sul tuo profilo le opinioni su di te e sul tuo lavoro.

Inoltre le competenze che inserirai nel profilo possono essere confermate dai tuoi contatti: in questo modo la tua credibilità può aumentare, massimizzando l’impatto positivo provocate dalla tua immagine sul web.

Interagisci con la tua rete

LinkedIn è un ambiente dinamico: approfittane per interagire con la tua rete di contatti. Commenta i post dei tuoi colleghi, allarga il tuo network e cogli le opportunità che il mezzo ti offre per accorciare le distanze tra te e l’azienda in cui vorresti lavorare. Puoi utilizzare LinkedIn anche per conoscere meglio l’azienda in cui vorresti lavorare, le prospettive che offre e cosa dicono i suoi dipendenti online.

Iscriviti ai gruppi professionali

I gruppi professionali possono essere la tua occasione d’oro per farti notare. Effettua una ricerca per identificare i gruppi professionali in linea con le tue ambizioni e i tuoi interessi. Iscrivendoti avrai la possibilità di espandere la tua rete,  mostrare le tue competenze intervenendo nelle conversazioni e, eventualmente, connetterti alle aziende per le quali desideri lavorare in futuro.

Ora che abbiamo visto come usare LinkedIn per trovare lavoro, non ti resta che metterti alla prova e dedicarti alla compilazione del tuo profilo.

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I 3 film sui leoni da vedere assolutamente

Il leone viene considerato il “Re della foresta”: questi affascinanti felini suscitano sempre più passione e interesse, tanto da volerne conoscere comportamenti, abitudini, modi di vivere.

Per avere qualche informazione in più sulla vita di questi grandi felini o, semplicemente, per godersi una storia di fantasia con protagonisti questi animali, il cinema accorre in nostro aiuto. Se sei un appassionato e sei alla ricerca di film sui leoni o che abbiano come protagonisti i Re della foresta, continua nella lettura: ecco tre pellicole imperdibili selezionate dall’Università di Perugia Unicusano.

Dal classico “Re Leone” alle novità cinematografiche, ecco tre film che dovresti assolutamente vedere sui leoni.

#1 – Il Re Leone

Iniziamo con una pellicola famosissima, che ha come protagonisti proprio dei leoni: parliamo de Il Re Leone.

Questo cartone animato Disney ha fatto sognare decine di generazioni e, nel 2019, è diventato anche un film d’animazione. La storia vede come protagonista il giovane Simba, figlio del re Mufasa che, nel suo percorso di crescita e consapevolezza del suo ruolo, affronterà molte sfide, mostrando sempre il suo coraggio.

#2 – Gli ultimi leoni

Se vuoi avere qualche informazione in più sulla vita dei leoni, questo documentario di National Geographic fa sicuramente al caso tuo. Più che un film con leoni veri, qui troverai i più famosi documentaristi del Botswana, Dereck e Beverly Joubert che, da più di 30 anni, studiano il comportamento dei grandi felini africani.

#3 – Mia e il leone bianco

Concludiamo la nostra top three con un film del 2018: Mia e il leone bianco.

Il film, diretto da Gilles de Maistre, ha come protagonista la giovanissima Mia, che vive nell’allevamento di leoni in Sudafrica di proprietà della sua famiglia. La bambina si sente sempre trascurata, finché non stringerà amicizia con Charlie, un cucciolo di leone bianco.

Negli anni, Charlie diventerà un esemplare adulto: la sua imprevedibilità e la sua mole desterà non poche preoccupazioni alla famiglia di Mia, che tenterà di vendere il leone al miglior offerente. Quando Mia saprà di questa decisione, scapperà con Charlie per portarlo al sicuro nella riserva naturale di Timbavati.

Il film racconta il legame profondo tra essere umano e animale, con una storia intensa e commovente.

Sui film con i leoni abbiamo detto tutto, per oggi: hai già scelto quello che vedrai per primo?

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I migliori programmi per prendere appunti

Una delle abilità migliori per uno studente è quella di prendere appunti efficacemente. Gli appunti rappresentano, infatti, una solida base per impostare il tuo studio e migliorare l’apprendimento.

Quando segui le lezioni, è importante mantenere la concentrazione ascoltando le parole del docente: la scrittura può aiutarti a rimanere focalizzato e a segnarti le domande da rivolgere al professore per chiarire ogni eventuale dubbio.

Ecco i migliori programmi per prendere appunti durante una lezione.

Prendere appunti velocemente: 3 strumenti

La tecnologia è il miglior alleato per uno studente: scaricare un app per la scrittura o un programma per gli appunti ti aiuterà ad accelerare i tempi e a non perdere mai di vista le note più importanti.

Ecco tre strumenti utili per organizzare gli appunti.

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#1 – Google Docs

Google Docs è uno dei programmi di editing più apprezzati in assoluto. Si tratta di un servizio gratuito, offerto da Google nel pacchetto Drive, che ti permette di creare documenti di qualunque tipo all’interno di un sistema di cloud.

Oltre alla gratuità, questo sistema ha il vantaggio di essere sempre a portata di qualunque dispositivo, senza rischiare di perdere il tuo lavoro. Con Docs puoi creare un foglio per gli appunti standard e “riempirlo” ogni volta con le tue note; puoi anche creare fogli di calcolo per annotare numeri o formule matematiche.

#2 – Wunderlist

Wunderlist è un app perfetta per raccogliere idee. Si tratta di uno strumento facile e intuitivo da utilizzare, in cui annotare praticamente qualunque cosa. Non solo gli appunti: su Wunderlist puoi creare, ad esempio, la programmazione del tuo studio e l’elenco dei libri da consultare.

Con questa app puoi creare i tuoi elenchi gratuiti e condividerli facilmente con altri utenti, impostando anche delle notifiche promemoria.

#3 – Evernote

Evernote è una delle app più utilizzate in assoluto per prendere appunti. Con Evernote puoi raccogliere tutte le tue idee in forma di note, taccuini, promemoria, liste di controllo e to-do list ricercabili. Puoi inoltre allegare materiale multimediale, integrando anche eventuali scansioni di appunti presi a mano.

Un altro grande vantaggio di Evernote risiede nella possibilità di sincronizzare tutto automaticamente su computer, cellulare e tablet, per avere i tuoi appunti in ogni dispositivo. Puoi anche condividere le tue note con altri utenti e inserire promemoria utili.

Sui migliori programmi per prendere appunti abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che dedicarti al tuo studio e annotare i tuoi pensieri.

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Come diventare magistrato di sorveglianza?

Sei uno studente di giurisprudenza a Perugia e sogni di diventare magistrato di sorveglianza?

La magistratura di sorveglianza è una parte della magistratura che funzionalmente si occupa della sorveglianza sull’esecuzione della pena (diritto dell’esecuzione penale).

Intraprendere una professione nel campo significa operare nel contesto dell’Ufficio di Sorveglianza, l’organo giudiziario con sede pluricircoscrizionale i cui giudici vestono sia un ruolo di magistrato di sorveglianza, in veste di organo monocratico per le questioni minori come ricorsi e reclami, sia di membro togato del Tribunale di Sorveglianza, organo collegiale cui sono delegate operazioni più importanti come concessione e revoca di misure alternative alla detenzione.

Il percorso per diventare magistrato è impegnativo e prevede specifici adempimenti: ecco da dove iniziare.

Magistratura di sorveglianza: cos’è e di cosa si occupa

La magistratura di sorveglianza vigila sull’esecuzione della pena nel rispetto dei diritti dei detenuti e degli internati.

Nello specifico, il magistrato di sorveglianza vigila sull’organizzazione degli Istituti penitenziari, riferendo al ministero della Giustizia le esigenze dei servizi, le approvazioni di trattamento per ogni singolo detenuto e i provvedimenti di ammissione al lavoro all’esterno.

Tra gli altri adempimenti, rientrano revoche e concessioni dei permessi, oltre alla gestione dei reclami disciplinari e in materia di lavoro dei detenuti e degli internati.

Il tribunale di sorveglianza decide sempre con ordinanza, adottata in camera di consiglio da un collegio composto da presidente, da un magistrato di sorveglianza e due esperti.

Uno dei due magistrati che compongono il collegio deve essere parte dell’Ufficio di Sorveglianza competente per territorio rispetto al luogo nel quale si trova il soggetto interessato.

C’è anche una componente non togata, scelta dal Consiglio superiore della magistratura (CSM) su iniziativa del presidente del tribunale di sorveglianza.

Citando la circolare del CSM recante i “criteri per la nomina e conferma degli esperti dei tribunali di sorveglianza “, “la qualifica di esperto conduce a ravvisare nel componente privato del tribunale di sorveglianza un “cittadino idoneo estraneo alla Magistratura”.

Ciò vuol dire che il professionista esperto deve avere una grande esperienza maturata nell’esercizio della sua professione. La durata dell’incarico è di tre anni rinnovabili indefinitamente.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. 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